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Usiamo molta acqua per bere, cucinare e lavare, ma ancor più per produrre cibo, carta, vestiti in cotone, etc. L'impronta idrica è un indicatore che consente di calcolare l'uso di acqua, prendendo in considerazione sia l'utilizzo diretto che quello indiretto di acqua, del consumatore o del produttore. L'impronta idrica di un individuo, di una comunità, di un'azienda è definita come il volume totale di acqua dolce utilizzata per produrre i beni e i servizi consumati da quell'individuo, comunità o impresa.


La relazione tra consumo di acqua ed uso di acqua

"L'interesse nell'idea di impronta idrica' è radicata nel riconoscimento che l'impatto sulle risorse di acqua dolce presenti sul pianeta può essere ricondotto al consumo umano e che questioni come scarsità di acqua ed inquinamento delle risorse idriche possono essere meglio comprese ed affrontate considerando il processo produttivo e la filiera produttiva come una cosa unica" sostiene il Prof. Arjen Y. Hoekstra, inventore dell'indicatore Impronta Idrica. "I problemi legati all'acqua sono spesso strettamente collegati alla struttura dell'economia globale. Molti paesi hanno esternalizzato in modo massiccio la loro impronta idrica, importando da altri luoghi quei beni che riechiedono una grande quantità d'acqua per essere prodotti. Questo mette sotto pressione le risorse idriche dei paesi esportatori dove troppo spesso scarseggiano meccanismi finalizzati ad una saggia gestione e conservazione delle risorse d'acqua. Non solo i governi, ma anche consumatori, imprese ed ogni comunità civile può fare la differenza, affinchè si possa raggiunere una migliore gestione delle risorse idriche".

Alcuni numeri

  • La produzione di un kilo di carne di manzo richiede 16 mila litri di acqua
  • Per produrre una tazza di caffè ci vogliono 140 litri di acqua.
  • L'impronta idrica della Cina è di circa 700 metri cubi all'anno pro capite. Solo il 7% dell'impronta idrica cinese ricade al di fuori della Cina.
  • L'impronta idrica del Giappone, di 1150 metri cubi all'anno pro capite, per il 65% ricade al di fuori dei confini nazionali, il che vuole dire che il Giappone ha un alto consumo di servizi e prodotti realizzati all'estero con risorse idriche straniere.
  • L'impronta idrica degli USA è di 2500 metri cubi all'anno pro capite.

Pubblicazioni

2013
Antonelli M., and Greco F. (eds.) (2013) L'acqua che mangiamo: Cos'è l'acqua virtuale e come la consumiamo, Edizioni Ambiente, Milan, Italy.
2010
Hoekstra, A.Y. (2010) Water footprint, Slow Food 45: 50-53.
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1.6 MB
2010
Aldaya, M.M. and Hoekstra, A.Y. (2010) The water needed for Italians to eat pasta and pizza, Agricultural Systems, doi:10.1016/j.agsy.2010.03.004.
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0.6 MB
2009
Aldaya, M.M. and Hoekstra, A.Y.(2009) The water needed to have Italians eat pasta and pizza, UNESCO-IHE Value of Water Research Report Series, No. 36, UNESCO-IHE, Delft, the Netherlands.
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1.0 MB



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